Tema dell’edizione 2017

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IL CANTO DELLE BALENE – I suoni profondi della letteratura femminile

 

La terza edizione de Il Piccolo Festival delle Dieci Notti è interamente dedicata a un mondo ritenuto per molto tempo sommerso, nascosto e per troppo tempo ignorato. Ed è il mondo profondo delle scrittrici, l’altra metà del libro potremmo dire parafrasando una celebre frase.
Ma da metà in verità non sono state mai considerate, anzi la scrittura femminile è stata per molto tempo considerata ‘minore’, anche nel libertario mondo dell’arte la donna è da sempre per lo più musa ispiratrice e non certo la testa ispirata dall’impeto della creazione o colta da sacro fuoco della narrazione o della prosa. Nulla di più sbagliato. La scrittura femminile è scrittura e basta.
E di qualità eccelsa, perché arricchita dall’esperienza del silenzio e il silenzio è l’unica prerogativa vera che fa di uno scrittore uno scrittore. Perché il silenzio educa alla qualità più preziosa che può avere in dote uno scrittore: la capacità di ascolto. L’ascolto degli altri e l’ascolto di se stessi.

Le balene cantano sott’acqua, ci dicono gli scienziati, modulando suoni incredibili che vanno dal corteggiamento alla localizzazione dei piccoli. Comunicano così le balene, facendo nascere il suono nella testa e facendolo risuonare nella gabbia toracica, vicino al cuore.
Ed il suono della letteratura che leggeremo, letteratura di donne, un canto di balene.

 

30 GIUGNO h.20.30 Letture tratte da “IL CORPO SA TUTTO”  di BANANA YOSHIMOTO
Banana Yoshimoto (Tokyo, 1964) ha conquistato un grandissimo numero di lettori in Italia a partire da Kitchen, pubblicato da Feltrinelli nel 1991, e si è presentata come un autentico caso letterario. Leggeremo racconti tratti da “Il corpo sa tutto”, racconti che descrivono l’arduo percorso dal dolore alla guarigione attraverso un’ampia gamma di modulazioni. Il corpo è così attaccato al dolore da opporsi alla guarigione, fino a che la liberazione si fa strada a un tratto, accarezzando la mente e alleggerendo il peso della carne. A ostacolare la guarigione a volte è solo la paura di nuovi dolori, di altri ostacoli. Traumi infantili, ricordi dolorosi, la contiguità fra felicità e dolore, il lutto e la morte: nodi apparentemente insolubili si sciolgono sotto il raggio di un’intuizione illuminante, permettendo ai protagonisti di queste storie di uscirne salvi e arricchiti.

 

01 LUGLIO h.20.30 Letture tratte da i “RACCONTI”  di FLANNERY O’CONNOR
Mary Flannery O’Connor (Savannah, 25 marzo 1925 – Milledgeville, 3 agosto 1964) malata di lupus morì a soli 39 anni ma negli anni della sua piena scrittura ha lasciato documenti di qualità eccelsa fatti di prosa scintillante. La sua esperienza di malattia è vissuta tramite la sua forte fede e i suoi racconti sono rappresentazioni realistiche della scena sociale in cui è nata la vittima, ma rappresentazioni del divino come appare a chi abbia una visione antropocentrica del mondo: i suoi personaggi la vivono come una violenza, un’offesa, un intervento distruttivo che sconvolge l’equilibrio del mondo umano. A tal punto che la visione religiosa che si ricava dai racconti è spesso opprimente. D’altra parte, morte, sofferenza, disordine, sono invece i mezzi attraverso i quali un personaggio passa da una comprensione meschina, superficiale, dell’esistenza al mistero nel quale l’uomo vive e muore.

 

02 LUGLIO h.20.30 Letture tratte da “AFRODITA” di ISABEL ALLENDE
Isabel Allende Llona (Lima, 2 agosto 1942) è una scrittrice cilena naturalizzata statunitense. È una delle autrici latinoamericane di maggior successo al mondo, con libri come La casa degli spiriti o La città delle bestie. Ha scritto romanzi basati sulle sue esperienze di vita, ma ha anche parlato delle vite di altre donne, unendo mito e realismo. Passeggiando per i giardini della memoria, tra gli spiriti del passato e quelli del futuro, Isabel Allende scopre che i suoi ricordi sono indissolubilmente legati ai sensi e che il piacere dell’amore e quello della cucina, amici inseparabili, accompagnano la sua vita e la sua arte, le sue storie e i suoi desideri. I legami tra erotismo e gastronomia colorano le sue riflessioni, guarniscono le sue ricerche familiari, insaporiscono i suoi incontri. Incurante dei rigidi confini che separano i generi letterari, l’Allende si aggira scanzonata e pungente tra facezie e tabù sessuali.

 

03 LUGLIO h.20.30 Letture tratte da “ADORATA NEMICA MIA”  di MARCELA SERRANO
Nasce a Santiago del Cile nel 1951. È figlia della romanziera Elisa Pérez Walker e del saggista Horacio Serrano, ed è la quarta di cinque sorelle.  Ci sono fili capaci di unire i mondi interiori delle donne: a volte sono la forza delle risate, il valore dell’amicizia, l’amore o il sesso; altre, la paura di fronte a un matrimonio inaridito, l’ipocrisia, la solitudine o il timore dell’abbandono.  Ancora una volta, Marcela Serrano dimostra il suo talento nel penetrare anima e psicologia femminili con venti racconti appassionanti e potenti, abitati da donne fragili, forti, avventurose e timorose, casalinghe o intellettuali, le cui voci e storie si imprimono a fuoco nella memoria dei lettori.

 

04 LUGLIO h.20.30 Letture tratte da “L’AMICA GENIALE” di ELENA FERRANTE
Elena Ferrante è lo pseudonimo della scrittrice Anita Raja (Napoli, 1943) è una scrittrice italiana ed i suoi romanzi sono considerati dei capolavori. L’amica geniale comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto L’amica geniale appartiene a quel genere di libro che si vorrebbe non finisse mai. E infatti non finisce. O, per dire meglio, porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell’infanzia e dell’adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto

 

05 LUGLIO h.20.30 Letture tratte da “ IL TRENTESIMO ANNO”  di INGEBORG BACHMANN
Ingeborg Bachmann, nota anche come Ruth Keller (Klagenfurt, 25 giugno 1926 – Roma, 17 ottobre 1973) Nella scrittura della Bachmann i nomi si scollano dalle cose, le cose vagano sospese, la spinta dei pensieri a muoversi si arresta per un lungo momento, invitandoci a riflettere.  Ingeborg Bachmann sembrò ritrarsi, dopo i trent’anni, in un suo nuovo regno della prosa,  ed è un mondo doloroso, ambiguo, investito da onde di delirio. Ma soprattutto è un mondo dove nulla viene lasciato nella cornice dei suoi significati prestabiliti. In questa raccolta di racconti sui fatti, sulle minuzie di un processo o su un grandioso sentimento, si posa uno sguardo ardente e lucido, come se tutto ciò che esiste venisse messo alla prova di un’altra possibilità. La scrittrice indaga la capacità a sfuggire alle innumerevoli stoltezze che donne e uomini si raccontano sui loro rapporti e sulla la capacità di lasciar trasparire, dietro ogni vicenda, l’ombra di una “partenza verso l’assoluto”.

 

06 LUGLIO h.20.30 Letture tratte da “AMATISSIMA” di TONI MORRISON
Toni Morrison, pseudonimo di Chloe Anthony Wofford (Lorain, 18 febbraio 1931), è una scrittrice statunitense afroamericana vincitrice del premio Nobel per la letteratura nel 1993. Toni Morrison ha contribuito a riscrivere e a diffondere la storia della sua comunità, dando voce in particolare alle donne, protagoniste silenziose di secoli di oppressione. Per i temi trattati e il valore anche politico della sua opera, è considerata dalla critica un’autrice postcoloniale. Nelle opere di Toni Morrison ritornano con insistenza alcuni temi fondamentali: il valore della memoria, l’importanza della comunità, la forza femminile; dai suoi testi emerge chiaramente la volontà di dire il mondo dal suo punto di vista di afroamericana e di donna, in opposizione dialettica tanto alla cultura dominante bianca quanto al potere maschile, anche all’interno della comunità nera. Attraverso la scrittura, ha aperto un’altra prospettiva sulla società e sulla storia degli afroamericani, e offerto una cornice di dignità alle tormentate vicende della sua gente, e in particolare alle donne, grandi protagoniste dei suoi romanzi.

 

07 LUGLIO h.20.30 Letture tratte da “NEMICO, AMICO, AMANTE”  di ALICE MUNRO
Alice Ann Munro (Wingham, 10 luglio 1931) è una scrittrice canadese, vincitrice del premio Nobel per la letteratura nel 2013. La maggior parte dei racconti di Alice Munro è ambientata nella sua regione natale, il Southwestern Ontario, e indaga le relazioni umane attraverso la lente della vita quotidiana, con uno stile solo ingannevolmente semplice.  La sua scrittura è stata definita rivoluzionaria per come ristruttura completamente l’architettura del racconto breve, in particolare per il suo trattamento del tempo del racconto, la cui narrazione si sposta continuamente dal passato al futuro.  Nei suoi racconti Alice Munro racconta storie di persone comuni alle prese con la vita di tutti i giorni; che pensano al passato o al futuro, affrontano le situazioni o le subiscono, cercando di dare senso alla propria vita, alle proprie scelte e alle proprie azioni. La sua scrittura può sembrare semplice ma è quella semplicità che necessita di anni e anni di lavoro e di riscrittura per fluire limpida sulla pagina, e che dà vita a una trama di pensieri atti e proiezioni dei personaggi che si muovono abitando una costante distanza da quelle parole, che pure è proprio lo spazio della scrittura. È quella semplicità che nasconde la complessità dell’essere umano, a cui si giunge quasi senza accorgersene, trascinati dalla storia; lampi di conoscenza, vere e proprie epifanie, che possono illuminare per un attimo l’esistenza dei suoi personaggi e forse anche la nostra esperienza, le nostre scelte.

 

08 LUGLIO h.20.30 Letture tratte da “DELIRIO AMOROSO”  di ALDA MERINI
Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1º novembre 2009  è stata una poetessa, aforista e scrittrice italiana. Il suo talento nella poesia fu scoperto quando aveva 15 anni e Merini pubblicò con una certa costanza da allora. Più volte, nel corso della sua vita, fu ricoverata e curata per disturbi di tipo bipolare e dopo uno di questi periodi e a proposito della sua vita in ospedale scrisse uno dei suoi lavori più importanti, La Terra Santa. Quando morì viveva nella sua casa sui Navigli, a Milano, in condizioni economiche precarie nonostante il suo successo e la sua fama di qualche decina di anni prima.  Amore, follia, sacrificio. E poesia. Per Alda Merini c’è una relazione quasi necessaria tra quel “grande, inconfessabile languore amoroso” che è la follia, e la scrittura, vissuta come esperienza fisica prima ancora che come vocazione letteraria. “La poesia”, scrive, “non è solo una missione; è anche e soprattutto un lavoro manuale” che attinge “alle forze della natura”. In questo processo è il corpo il vero protagonista. Un corpo che ha rinunciato, con voluttà e stupore, alla guida rassicurante della ragione per smarrirsi nei labirinti tetri ma affascinanti della pazzia. Per perdersi e scoprire altre, più profonde verità. E soprattutto per poter amare.

 

09 LUGLIO h.20.30 Letture tratte da “LE MEMORIE DI ADRIANO” di MARGUERITE YOURCENAR
Marguerite Yourcenar, pseudonimo di Marguerite Cleenewerck de Crayencour (Bruxelles, 8 giugno 1903 – Mount Desert, 17 dicembre 1987), è stata una scrittrice francese. È stata la prima donna eletta alla Académie française. Conosciamo tutti Marguerite Yourcenar per il suo grande capolavoro: il romanzo Memorie di Adriano.  Con esso ha consegnato alla storia letteraria un autoritratto spirituale – al contempo imponente e cesellato, ma dotato, soprattutto, di struggente intensità – del grande imperatore Adriano, membro della dinastia degli Antonini e di un’epoca in cui la romanità comincia a presagire l’insorgere della propria decadenza. Tributo all’amore per la lingua e la civiltà greca, Memorie di Adriano è la punta di diamante di una ricca e variegata produzione letteraria, che trae ispirazione dalla profondissima cultura della Yourcenar) e dalla sua altrettanto profonda sensibilità.